La cartilagine è un tessuto tanto prezioso quanto delicato.
Si tratta di un tessuto connettivino costituito in maggioranza da acqua, fibre collagene e acido ialuronico; è una struttura liscia ed estremamente elastica, proprio grazie alla sua conformazione, permette uno scorrimento fluido delle varie articolazioni. Lo scopo principale della cartilagine, infatti, è sia quello di permettere un movimento senza attriti, sia di assorbire e ammortizzare i carichi che quotidianamente il nostro corpo deve sopportare. Purtroppo però, come ogni componente dell’organismo umano, anch’essa è soggetta ad un inevitabile processo di deterioramento.

Cause e sintomi del deterioramento

Negli anni la cartilagine tende a diminuire progressivamente il suo contenuto d’acqua, perdendo cosi in elasticità, ma l’invecchiamento non è l’unico motivo di deterioramento, anche eventi traumatici o un elevata attività sportiva prolungata negli anni, infatti, possono portare a lesioni della cartilagine. Il problema alla base di tutto questo è che il nostro organismo non è in grado di riprodurre la stessa tipologia di cartilagine lesionata; questo tessuto, non essendo vascolarizzato, non si ripara autonomamente producendo cartilagine ialina, come era in precedenza, ma bensì con cartilagine fibrosa, meno liscia ed elastica della prima. Il deterioramento del tessuto cartilagineo può portare a diverse conseguenze, una su tutte: l’artrosi, una volta che la cartilagine si assottiglia, perdendo le sue proprietà primarie, l’osso si scopre provocando dolore durante i normali movimenti.
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Esistono soluzioni?

Si, esistono diverse soluzioni. Dopo un trauma subito dalla cartilagine la prima riparazione è a carico del nostro corpo, se essa non dovesse bastare o la cartilagine risultasse ormai troppo deteriorata ci si può sottoporre anche ad interventi chirurgici, ma una volta rovinata la cartilagine ialina, essa non potrà più essere ricreata o sostituita in alcun modo. I tempi di ripresa dopo l’intervento sono piuttosto lunghi, dai 2 ai 4 mesi per la ripresa delle normali funzionalità motorie ed almeno 10 mesi per la ripresa dell’attività sportiva. Nei mesi immediatamente postumi all’operazione è fondamentale iniziare immediatamente un lavoro di rinforzo muscolare mirato e preciso, accompagnato da sedute di macchinari fisioterapici, quali ad esempio  la magnetoterapia, per ridurre il gonfiore (e quindi il dolore) dell’area interessata. Può essere impiegata sia per la prevenzione, sia come parte integrante della terapia post-operatoria, ha effetto curativo, rigenerativo, antinfiammatorio e antiedemico per il miglioramento delle cartilagini e dei tessuti molli dell’articolazione.