L’infiammazione del tendine d’Achille colpisce il più grande tendine del corpo umano ed interessa la zona posteriore della gamba vicino al tallone. Se non viene adeguatamente trattata, la semplice infiammazione può degenerare e portare alla rottura del tendine stesso.

In base a quale parte del tendine è infiammata, esistono due diversi tipi di tendiniti:

  • Tendinite non inserzionale dell’Achille: le fibre nella porzione centrale del tendine cominciano a rompersi con dei piccoli strappi, con un conseguente gonfiore e addensamento.
  • Tendinite inserzionale dell’Achille: la parte colpita è quella inferiore, dove il tendine si inserisce nel calcagno.

Cause e sintomi

La tendinite d’Achille è la conseguenza di stress ripetitivi al tendine, ma i fattori principali che possono causarla sono vari:

    • Aumento improvviso dell’intensità dell’attività fisica
    • Contrazione dei muscoli del polpaccio
    • Speroni ossei che, sfregando contro il tendine, causano il dolore
    • Mallatia di Haglund

Per poterla curare adeguatamente, è necessario sicuramente riconoscerne i sintomi più comuni. Questi includono:

  • Dolore e rigidità lungo il tendine d’Achille, in particolare al mattino
  • Ispessimento del tendine
  • Sperone ossei
  • Gonfiore persistente
  • Dolore intenso il giorno dopo l’attività fisica

Caso clinico

Il paziente è un uomo sui 40 anni che pratica regolarmente la corsa e che, durante gli allenamenti “lunghi” oltre i 5 Km, ha percepito un forte dolore al tendine della gamba sinistra. Grazie ad un’ecografia, è stata riscontrato che il dolore si concentrava in corrispondenza dell’inserzione calcaneare come da tendinopatia essudativa inserzionale.

Si è deciso di intervenire con la tecnologia laser, supportandola con 10 minuti di ultrasuono per ogni seduta – con potenza 1,2 W/cm2 a 1 MHz- al fine di ridurre il dolore e l’infiammazione.

Anche se le sedute previste erano 10, ne sono state sufficienti 8 per giungere ad una situazione risanata senza necessità di trattamenti aggiuntivi.

Al termine delle sedute il paziente era di nuovo in grado di praticare l’attività sportiva, con una ripresa graduale e senza eccessivi sforzi.