Letteratura scientifica ed evidenze cliniche fanno emergere la validità della magnetoterapia come strumento per la stimolazione del processo di guarigione delle fratture ossee, cura dell’osteoporosi e stimolazione in caso di formazione ritardata del callo osseo.

Questo perché la magnetoterapia è in grado di stimolare 3 meccanismi biologici:

  • Meccanismo cellulare: azione sulla membrana cellulare.

La magnetoterapia agisce ripolarizzando le strutture cellulari che, a seguito di un trauma, hanno subito una depolarizzazione.

La depolarizzazione crea una rottura dell’equilibrio intra/extra cellulare (garantito dalla pompa sodio-potassio) la quale si manifesta con edemi e stati infiammatori. La magnetoterapia con la sua azione sul meccanismo cellulare va ad agire sulle cause e, di conseguenza, sui sintomi.

  • Meccanismo interstiziale e tissutale: azione a livello delle molecole proteiche presenti nel tessuto connettivo.

La magnetoterapia agisce in particolar modo sulle proteine contenute dal collagene. Tali proteine di comportano come calamite e, quando sollecitate da un campo magnetico, iniziano una rotazione che trasforma l’energia fisica in eventi elettrochimici. Le onde elettromagnetiche riescono anche ad attivare l’emoglobina la quale, essendo ferromagnetica, viene attirata dai campi magnetici permettendo una maggiore ossigenazione dei tessuti.

  • Meccanismo tangenziale: azione a livello del tessuto osseo.

Le onde elettromagnetiche utilizzate in magnetoterapia sono onde non ionizzanti a bassa frequenza ed intensità, le quali non vengono assorbite direttamente dagli organi e dai tessuti biologici, ma esercitano una influenza bio-fisica sugli stessi.

Il campo magnetico non genera calore ed è possibile trattare fratture con la presenza di sintesi metalliche interne, come protesi all’anca o al ginocchio.
L’applicazione del campo magnetico è un
 trattamento indolore che non richiede la presenza dell’operatore durante il trattamento.